Durante il carnevale del 1676 a Roma, al Teatro Rucellai al Corso, debutta La donna ancora è fedele, libretto di Domenico Filippo Contini (1669ca–1687) per la musica di Bernardo Pasquini (1637–1710). L'opera è una di quelle commedie in musica di argomento borghese e sentimentale destinate ad allietare l’ozio dei nobili romani all'interno dei loro palazzi oppure dei teatrini effimeri ad essi annessi, si svolge per lo più all'interno di poche scene fisse, e ha un piccolo cast (due coppie di interpreti principali e una coppia di buffi), sostenuto dai soli archi e dal basso continuo; presenta al suo interno un prologo, numerose scene buffe e due balli, ampiamente godibili anche dal pubblico odierno. La trama ricorda quella del celeberrimo Così fan tutte di Da Ponte / Mozart, con la differenza che, in questo caso, Florinda (la donna fedele) non cede mai a lusinghe e inganni orditi ai suoi danni da Alidoro e Roberto per mettere alla prova la sua onestà, a differenza dei vistosi cedimenti dell'amica Lisaura.
A parte il remake napoletano del 1698, totalmente riscritto dalla penna di Alessandro Scarlatti, della Donna di Pasquini si contarono all’epoca solo tre repliche (Ancona, 1680; Firenze, 1684; Perugia, 1686), e poi più nulla: la redazione dell’edizione critica del libretto e dell’unica partitura pervenutaci (custodita presso la Biblioteca Estense di Modena), e il sostegno del Ministero della Cultura (bando Boarding Pass Plus 2025-2027) consente finalmente a questo titolo di riprendere vita, a 350 anni esatti di distanza dalla prima rappresentazione, e di circolare in mezza Europa con la direzione musicale di Fabio Bonizzoni, la regia di Zuzana Vrbova, le scene di Danilo Coppola, i costumi di Stefania Federico e le coreografie di Carla Favata.